Alimenti in Scadenza

Come comportarsi con i cibi in scadenza

All’estero aumentano i negozi che vendono cibi in scadenza, a prezzi scontatissimi. E in Italia?

Alcune informazioni su come funziona la legge e come capire se un alimento può essere consumato oltre la data indicata sull’etichetta.

“Sold out” è lo slogan presente in alcuni paesi del nord Europa come la Gran Bretagna e la Danimarca, dove stanno avendo molto successo le cooperative che vendono i prodotti del supermercato che sarebbero destinati ad essere ritirati dagli scaffali e quindi buttati, perché le date di scadenza sono già superate, ma ancora commestibili. Si tratta di prodotti in scatola e a lunga conservazione, come pasta e legumi, ma non mancano gli alimenti con confezioni non perfette o con ammaccature che sarebbero vendute se il packaging non presentasse dei difetti visibili.

In Italia non esistono situazioni di questo tipo, ma oramai tutti i supermercati vendono a metà prezzo i prodotti a ridosso della data di scadenza.

Le grandi catene alimentari possono contare sul sistema del reso: i prodotti prossimi alla scadenza o con problemi di packaging vengono restituiti al produttore in cambio di altri nuovi, freschi ed integri, per cui la grande distribuzione ottiene un cambio alla pari. Un ulteriore elemento da non sottovalutare è che buona parte dei punti vendita ha attivato dei progetti di recupero, attraverso i quali le eccedenze vengono donate, senza alimentare gli sprechi e ottenendo un ritorno di immagine positivo per il punto vendita.

Come funzionano i punti vendita low cost?

Se i discount sono tra i big della distribuzione alimentare, all’estero sono comparsi i punti vendita che permettono un ulteriore risparmio, offrendo prodotti biologici a prezzi convenientissimi perché scaduti ma ancora consumabili o invenduti per questioni estetiche.

In Danimarca, le organizzazioni di volontari si occupano di raccogliere il cibo in eccedenza dalle grandi catene o aziende alimentari e le vendono sottocosto in appositi negozi. Grazie a queste iniziative e alla sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dello spreco, i rifiuti alimentari si sono ridotti drasticamente; in Francia è in vigore una legge che vieta ai grandi distributori di vendere gli alimenti invenduti, che devono essere destinate ai cittadini più deboli economicamente o ad associazioni di beneficenza.

Come si leggono le etichette? Come si capisce se un prodotto si può ancora mangiare?

E’importante saper leggere le date di scadenza sui prodotti in vendita. C’è una differenza sostanziale tra la Data di scadenza e il Termine minimo di conservazione.

La data di scadenza è indicata con la dicitura “Da consumarsi entro il…” e si trova negli alimenti che hanno una vita breve, come il latte, i latticini, i formaggi e la pasta freschi, la carne e i prodotti ittici. Per questi cibi la scadenza è perentoria e devono essere consumati entro il termine riportato nell’etichetta.

Nel caso dell’indicazione Tempo minimo di conservazione, sull’etichetta per legge è riportato “Da consumarsi preferibilmente entro il…”, ci troviamo di fronte a prodotti con una vita più lunga, che conservano le proprietà organolettiche originali fino alla data indicata sull’etichetta e sono successivamente inizieranno a perderle, in modo graduale, ma sono comunque consumabili senza che ciò comporti problemi igienico-sanitari.

Ci sono infine i prodotti per i quali non è richiesta nessuna data di scadenza o un tempo minimo di conservazione; tra questi annoveriamo i vini, le bevande alcoliche, gli aceti, il sale da cucina, lo zucchero confezionato e i prodotti dolciari come le caramelle i confetti e le gomme da masticare che sono in gran parte composti da zuccheri aromatizzati.

Sono esenti dal riportare un tempo minimo di conservazione anche i prodotti di panetteria e pasticceria freschi, che per consuetudine si consumano nell’arco di 24 ore.

I prodotti congelati

I prodotti conservati nei freezer seguono un procedimento differente da quelli presenti sugli scaffali. Se si tratta di cibi confezionati e già etichettati, il consiglio è quello di rispettare la dicitura “Da consumarsi entro il…”, ma c’è un margine di elasticità: non vanno scartati il giorno della data indicata sull’involucro ma è sempre meglio non esagerare.

Esistono infine i prodotti qualificati come “quarta gamma”, cioè le insalate pronte in busta che hanno una vita commerciale non superiore ad una settimana. Devono essere conservate a temperature inferiori agli 8°C e, una volta aperte, consumate entro 48 ore.

E’ sicuro acquistare prodotti in scadenza?

In Italia nessun esercizio commerciale può vendere prodotti oltre la data di scadenza; tutti i negozi sono autorizzati possono vendere i prodotti alimentari prossimi alla scadenza a prezzi favorevoli, rispettando in pieno le regole di buona conservazione degli alimenti, per evitare il rischio di deterioramento dei cibi e il proliferare di batteri e muffe che possono nuocere gravemente alla salute.

Tra le indicazioni più importanti ci sono quelle che riguardano la temperatura: nel banco frigo deve oscillare tra i +2 e +5°C, nel freezer deve mantenere i -18°C, mentre per “conservare il luogo fresco”si intende la temperatura non superiore ai 15°C.

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